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Debutto di Turandot: De Simone deplora lo sfascio della cultura in Italia Mar 20, 2009 / By Cannibali, di Enzo Garofalo
Roberto De Simone: Il regista napoletano, compositore e musicologo napoletano
Giandomenico Vaccari: Il Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli

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Debutto di Turandot: De Simone deplora lo sfascio della cultura in Italia Mar 20, 2009 / By Cannibali, di Enzo Garofalo
Debut Turandot: De Simone regrets the breakdown of culture in Italy

A poche ore dal debutto di Turandot capolavoro pucciniano che avrebbe dovuto inaugurare il ‘rinato’ Teatro Petruzzelli e che invece vedremo in forma semi-scenica allo Spazio 7 della Fiera del Levante, un incontro alla libreria Feltrinelli di Bari con il regista napoletano Roberto De Simone ed il Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli Giandomenico Vaccari, ha costituito occasione per una riflessione a più ampio raggio sullo stato del Teatro e della cultura in Italia.
A few hours after the debut of Turandot Puccini masterpiece which was to inaugurate the ‘reborn’ Teatro Petruzzelli and that instead we will see in a semi-staged Area 7 of Fiera del Levante, a meeting at the library Feltrinelli di Bari with the Neapolitan director Roberto De Simone and the Superintendent of the Foundation Petruzzelli Giandomenico Vaccari, was the occasion to reflect more widely on the state of theater and culture in Italy.
Il regista, compositore e musicologo napoletano, chiamato a curare la regia di Turandot e artefice di capolavori teatrali come ‘La gatta cenerentola’ o di affascinanti regie d’opera come ‘Il Flauto magico’ di Mozart andato in scena alla Scala nel 1995 – per citare qualche esempio – ha avuto parole durissime in riferimento allo stato della cultura in Italia: “Si parla di crisi a proposito dell’economia in senso stretto, ma non si parla mai della crisi in cui versa la cultura. E’ uno dei settori più colpiti, un ambito nel quale conta sempre di più quanto si è allineati al potere, mortificando la libertà creativa degli autori, per cui ciò che viene richiesto non è più una reale validità artistica delle opere, ma la realizzazione di prodotti che sappiano raccogliere consenso e che spesso sono di una qualità mediocre (…) Si aggiunga poi che operare all’interno dei teatri costringe sempre più spesso gli autori a misurarsi con un crescente ‘sindacalismo’, che è cosa diversa dalla costruttiva azione dei sindacati (…)”.
The director, composer and musicologist Neapolitan, called to treat the management of Turandot and creator of theatrical masterpieces like ‘The Cat Cinderella’ or fascinating royal opera as’ The Magic Flute ‘by Mozart went on stage at La Scala in 1995 – for cite a few examples – had harsh words in reference to the state of culture in Italy: “There is talk of a crisis on the economy in the strict sense, but we never hear of the crisis affecting the culture. It ‘one of the areas most affected, an area which has increasingly aligned as it is in power, sacrificing creative freedom of authors, so what is required is no longer a real artistic validity of the works, but the realization of products that are able to gather consensus and which are often of mediocre quality (…) It then adds that operate within the theater forces are increasingly the perpetrators to be measured with a growing ‘unionism’, which is different from what constructive action of the unions (…) “.

Ribadendo poi il concetto relativo al ruolo sempre più marginale e strumentale dell’arte intesa in senso lato, De Simone ha aggiunto: “Sempre più spesso l’arte viene utilizzata per creare degli eventi in grado di mettere in risalto questo o quel personaggio piuttosto che promuoverla per il suo intrinseco valore. Al contrario occorrerebbe che si educassero le persone all’amore per l’arte cominciando da una capillare promozione nelle scuole (…). Purtroppo ciò che sempre più si propone è invece qualcosa che strizza l’occhio ai modelli televisivi di maggiore popolarità, dando spazio ad un giovanilismo di serie D. Trovo sia deplorevole anche questa frequente commistione tra arte e contemporaneità che si traduce nell’utilizzo di un linguaggio di tipo realistico-televisivo, scimmiottando prodotti di largo consumo (…) L’arte non può essere abbassata ad un tipo di linguaggio del genere…”. Sottolineando la capacità del teatro di rappresentare la realtà sottoponendola però ad un processo di sublimazione, ha poi aggiunto: “Quello del teatro è un linguaggio al di sopra della realtà, per cui non può uniformarsi a canoni realistico-televisivi (…) La stessa legge vigente sul teatro non aiuta perché è concepita in modo tale da favorire solo delle proposte di facile consumo…”.
Reaffirming also the concept concerning the role becoming increasingly marginal and instrumental understanding of art in the broadest sense, De Simone added: “Increasingly, art is used to create events to highlight this or that character rather than promote it for its intrinsic value. Instead you should educate people to love for art starting from an extensive promotion in schools (…). Unfortunately there is always more we propose is something that winks at the model of television more popular, giving way to a series of youth D. I find it regrettable that even frequent admixture between contemporary art and that is reflected in the use of a language of television-type realistic, ape consumer products (…) The art can not be lowered to a type of kind of language … ” . Emphasizing the ability of theater to represent reality, however, submit to a process of sublimation, he then added: “The theater is a language on top of reality, so it can not realistically comply with royalty and television (…) The same law force in theater does not help because it is designed in such a way as to favor only of proposals for easy consumption … “.

Le parole di De Simone, accolte dal pubblico presente con un lungo applauso, sono state in qualche modo stimolate dalla riflessione di apertura circa lo stato di estrema difficoltà in cui la produzione della Turandot è venuta alla luce, senza uno spazio adeguato che valorizzasse l’enorme sforzo produttivo dei cui risultati per il momento il pubblico godrà solo in parte. Tuttavia, come ha sottolineato il sovrintendente Vaccari, l’opera verrà messa in scena al Petruzzelli il prossimo anno, per cui l’edizione in forma semi-scenica assume il carattere di un’anteprima che nulla toglie alla cura sotto il profilo musicale ed interpretativo. A tal proposito De Simone ha ricevuto un pubblico encomio da parte del sindaco Michele Emiliano, unitosi in seconda battuta agli ospiti dell’incontro moderato dal prof. Pasquale Bellini, per la abnegazione con cui si è dedicato ad un allestimento realizzato in condizioni di difficoltà. Riferendosi alla prevedibile reazione del Comune e della città di Bari alla mancata consegna del Petruzzelli, il sindaco ha dichiarato: “Speravano che ci abbattessimo, che ci abbandonassimo alla protesta, che ci incatenassimo o che strumentalizzassimo in chiave politica la mancata apertura del Petruzzelli. Al contrario abbiamo dimostrato come con l’impegno di tutti sia possibile agire e reagire alle avversità, come testimonierà lo spettacolo di questa sera (…) . Ringrazio il maestro De Simone per aver accettato di lavorare pur in uno spazio non consono alla concezione originaria dello spettacolo…”, osservazione alla quale il regista ha risposto sorridendo “per fortuna il teatro si può fare dappertutto, si tratta solo di adattare ciò che si vuole rappresentare allo spazio che si ha a disposizione (…) io nella mia vita ho fatto di tutto, anche il teatro di piazza, come accadde ad esempio per un ‘Pulcinella’ per il quale utilizzammo dei carri…”.
The words of De Simone, accepted by the audience with a long applause, were somewhat encouraged by the reflection of openness about the state of extreme difficulty in the production of Turandot came to light, without adequate space that values l ‘ enormous effort into production of which results for the time the public will only in part. However, as the superintendent Vaccari, the work will be staged at Petruzzelli next year, so the edition in semi-staged version assumes the character of a nothing that takes away care from the musical and interpretive . In this respect De Simone has received public praise from the Mayor Michele Emiliano, joined in the second to the hosts of moderated by prof. Pasquale Bellini, for the dedication he has devoted to a progress achieved in difficult conditions. Referring to the predictable reaction of the municipality and the city of Bari to the non-delivery of the Petruzzelli, the mayor said: “They hoped that there abbattessimo that we are left to protest, we chained or used in a political no-opening Petruzzelli. On the contrary we have shown that with the commitment of all we can act and react to adversity, as witness the spectacle of this evening (…). I thank De Simone maestro for agreeing to work while in an area not consonant with the original concept of the show … “, at which point the director replied, smiling” Fortunately for the theater can be done everywhere, this is just what you adjust represents the space that you have (…) I am in my life I have done everything, even the theater square, as happened for example to a ‘Pulcinella’ as used for the wagon … “.

A proposito del ridimensionamento subito dall’allestimento della Turandot, Vaccari ha poi evidenziato come in realtà la rappresentazione in forma di concerto o semi-scenica di un’opera non ne sminuisca affatto il valore. “Si tratta di una forma tradizionale ampiamente praticata…Anzi direi che nel futuro, a fronte delle crescenti difficoltà produttive, è probabile diventi sempre più diffusa”. Ha infine comunicato che per il debutto si è dovuto provvedere alla sostituzione del soprano Paoletta Marrocu colpita da una improvvisa e momentanea indisposizione. Al posto del soprano sardo, che potrebbe rientrare nel cast per le prossime due repliche, canterà la napoletana Giovanna Casolla, artista più volte interprete del ruolo della principessa Turandot, come ad esempio nella edizione portata in scena dal Teatro Comunale di Firenze nella Città Proibita di Pechino, con la direzione di Zubin Metha e la regia di Zhang Yimou.
About the downsizing immediately apart from the Turandot, Vaccari then showed that in fact the representation in the form of concert or semi-staged version of a work does not diminish at all the value. “This is a traditional form widely practiced … In fact I would argue that in the future, facing increasing difficulties of production, is likely to become increasingly widespread.” He finally announced that the debut was due to replace the soprano Paoletta Marrocu hit by a sudden and momentary indisposition. In place of the Sardinian soprano who could fall in the cast for the next two replicas, sing the Neapolitan Giovanna Casolla, artist repeatedly interpreter of the role of Princess Turandot, such as the issue brought to the scene from the Teatro Comunale of Florence in the Forbidden City Beijing, with the direction of Zubin Mehta and directed by Zhang Yimou.

Roberto De Simone si è inoltre soffermato – oltre che sull’indiscusso valore musicale di quest’opera che ha affermato di conoscere sin da ragazzino quando nella metà degli anni ’40 frequentava il Conservatorio di Napoli – sulla simbologia sottesa alle varie figure dei protagonisti che, con la perizia dell’esperto di etno-antropologia, ha ricondotto ad una rappresentazione del principio maschile solare e di quello femminile lunare, mentre nel confronto tra Turandot e Liù ritiene vada ravvisata una contrapposizione tra un principio femminile aggressivo e vendicativo ed un altro espressione di un amore incondizionato che nulla chiede in cambio ed è pronto al sacrificio estremo. Insomma un concentrato di archetipi che certamente il M° De Simone non avrà mancato di valorizzare nella sua regia. Ricordiamo infine che De Simone avrebbe dovuto anche comporre per l’occasione un nuovo finale per l’opera, interrotta dalla morte del compositore alla scena del sacrificio di Liù, operazione che – come ha spiegato De Simone, interpellato sul punto dal critico musicale Alessandro Romanelli – per il momento è stata rinviata a causa di intoppi burocratici motivati dalla Fondazione Puccini sulla base di tempi non sufficienti per poter assolvere adeguatamente alle questioni relative ai diritti d’autore. Oltre al piacere di assistere all’allestimento completo, il prospettarsi di un nuovo finale dell’opera sarà dunque un motivo in più per attendere con grande interesse la messa in scena prevista al Petruzzelli per il 2010.
Roberto De Simone has also dwelt – sull’indiscusso well as musical value of this work which claimed to know as a child when in the mid 40’s he attended the Conservatory of Naples – the symbolism behind the various figures of the actors that with the expert’s of ethno-anthropology, has returned to a representation of the solar masculine principle and the feminine moon, while in the comparison between Turandot and Liù considers to be recognized a conflict between an aggressive and vindictive women and another expression of an unconditional love that asks nothing in return and is ready for extreme sacrifice. So a concentration of archetypes that certainly M ° De Simone will not have failed to exploit in his direction. Finally, we recall that De Simone was also due to the opportunity to compose a new finale for the work, interrupted by the death of the composer to the scene of the sacrifice of Liù, which – as explained by De Simone, asked about the music critic Alessandro Romanelli – for the moment has been delayed due to bureaucratic problems motivated by the Puccini Foundation on the basis of time is not sufficient to be able adequately to questions relating to copyright. In addition to the pleasure of assisting the preparation complete, the prospect of a new end-of will be one more reason to await with great interest the staging expected to Petruzzelli for 2010.
garofalo@aliamedia.it

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